San Bernardo,
tra gli spiriti e i personaggi più autorevoli e originali della storia
occidentale, fu senza dubbio il santo e il genio del XII secolo, il
protagonista non solo della vita dell’Ordine Cistercense, ma anche delle
vicende ecclesiastiche, delle controversie teologiche e monastiche, della
politica del papato di quel tempo: predico' nel 1142 la seconda crociata,
sostenne e promosse l’Ordine Cavalleresco dei Templari. Non a caso,
dunque, fu chiamato con l'appellativo di "ultimo
dei Padri della Chiesa".
Egli nacque nel
1090 nel castello paterno di Fontaines-lès-Dijon in Borgogna. Ad otto anni
circa, Bernardo fu affidato alla scuola cattedrale dei Canonici di Saint
Vorles in Châtillon, dove, secondo il cronista «amava restare in disparte,
timido, poco incline alla conversazione, mirabilmente raccolto, gentile ed
obbediente, modesto, dedito al servizio di Dio e vigile nel conservare
pura la propria fanciullezza». La scuola dei Canonici di Châtillon era, in
quel tempo, una delle istituzioni più prestigiose della Borgogna, dove lo
studio degli scrittori latini costituiva l'elemento fondamentale del
curriculum umanistico, ma non includeva il pensiero greco, ancora poco
studiato in Occidente.
Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1107, Bernardo avvertì un senso di
vuoto interiore e di impotenza di fronte alla vita. Aveva 17 anni, e fece
anche una certa esperienza di vita socialmente brillante. Tra il fragore
delle armi e le seduzioni del mondo, Bernardo sentiva, con crescente
insistenza, il richiamo di Dio per la quiete e la pace del chiostro.
Nel 1112 bussò, insieme ai suoi confratelli alle porte di Cîteaux e giurò
all'abate Stefano Harding di osservare la Regola di San Benedetto. L'abate
accolse sicuramente con gioia questo gruppo e seppe discernere la
ricchezza della personalità di Bernardo e dargli fiducia, anche se, sotto
molti aspetti, si scoprì tra loro una notevole differenza di temperamento.
Un esempio è la divergenza di opinione sul concetto di estetica: per
Stefano verteva più sul visivo, in conformità alle arti plastiche - sono
testimoni a questo proposito i manoscritti con miniature che datano del
suo abbaziato - invece, per Bernardo l'estetica si apprezzava con
l'orecchio e con la voce, attraverso la musica e l'ascolto -
essenzialmente ascolto della Parola di Dio, del Verbo di Dio che si
rivolge al monaco al quale non è permesso distrarsi.
Anche a Cîteaux, nonostante l'austerità,
Bernardo non riusciva ancora a soddisfare l'anelito per la perfezione
spirituale. Considerava come perduto il tempo concesso al sonno ed aveva
perso ogni desiderio del cibo: si nutriva solo per evitare di svenire.
Trascorreva molto del suo tempo a studiare la Sacra Scrittura e le opere
dei Padri della Chiesa, senza trascurare il lavoro nei campi. Bernardo
aveva un grande amore per la natura che ammirava e considerava un mezzo di
comunicazione con Dio.
L'arrivo di Bernardo con i suoi trenta compagni segnò una svolta nella
storia di Cîteaux e dell'Ordine Cistercense.
Nel 1113 fu fondata la prima casa figlia
La Fertè, nel 1114 fu eretta Pontigny e
nel 1115 Clairvaux, sotto la guida di Bernardo, dove
rimarrà per tutta la vita come abate. L'abbazia di Clairvaux fu edificata
nel fondo di una valle - «Benedictus montes, Bernardus valles amabat»
- perché il desiderio di solitudine e l'esigenza di nascondimento sono
stati i criteri che hanno presieduto alla scelta dei siti delle prime
fondazioni cistercensi.
Nel 1116, all'età di 26 anni Bernardo fu ordinato sacerdote e ricevette la
benedizione abbaziale. Divenne grande amico del celebre maestro Guglielmo
di Champeaux, considerato con lo stesso Bernardo, con Elredo di Rievaulx e
con Guerrico d'Igny, uno dei 'quattro grandi Padri' della spiritualità
cistercense. Grazie alla grande spiritualità di Bernardo, alla sua purezza
e semplicità, l'abbazia di Clairvaux appariva come «la cittadella dello
spirito».
Nel 1118 Clairvaux fondò la sua prima casa figlia, e, durante trent' anni
circa, il ritmo delle fondazioni è di due monasteri all'anno, attraverso
tutta la cristianità occidentale ad eccezione dell'Europa centrale. Alla
morte di Bernardo, nel 1153, l'Ordine di Cîteaux può contare 345
monasteri, di cui 167 risalenti a Clairvaux, che si tratti di fondazioni o
di monasteri che hanno chiesto di essere incorporati all'Ordine. Bernardo
stesso affermava: «Ardere et lucere perfectum» (la perfezione
consiste nel bruciare e nel brillare della carità), affermazione che
racchiude tutta la spiritualità e austerità del Santo. La salvezza di una
persona, per San Bernardo, dipendeva dalla risposta ad una vocazione di
cui si é intimamente convinti.
Durante la vita di Bernardo a Clairvaux
furono copiati molti manoscritti. Sul finire del XII secolo Clairvaux
aveva una biblioteca di 340 volumi - i manoscritti cistercensi, come le
abbazie dell'Ordine, emanano un sereno spirito di vetustà e traspirano,
nella loro sublime semplicità disadorna, un senso di austerità.
Bernardo fu anche poeta alla maniera di San Francesco. Nei Sermoni, ricchi
di immagini e testimonianza del suo animo profondamente poetico, Bernardo
proponeva ai suoi monaci come tema di riflessione l'unione dell'anima con
Dio. I monaci, la cui vita era tesa alla santità ed alla quiete interiore,
trovavano nelle parole di Bernardo l'alimento necessario alla loro
perfezione. Bernardo scrisse diversi trattati, ricchi di riflessione
mistica, e circa cinquecento lettere, alcune delle quali sono da
considerare veri trattati spirituali. L'esempio più brillante é 'L'amore
di Dio, il suo contributo alla spiritualità cistercense'.
Un altro grande contributo di Bernardo
alla spiritualità dell'Ordine fu la sua devozione per la Madre di Dio. La
tradizione di chiudere la giornata con il canto Salve Regina,
dopo la Compieta, ha avuto inizio nei monasteri cistercensi, da cui si é
propagata in tutto il mondo cristiano. Il trattato 'Memorare'
può essere considerato il compendio della devozione di Bernardo verso
Maria. Per Bernardo, Maria, la 'Madre di Dio', non era un'astratta formula
dottrinale, ma 'madre' prima di tutto, un tramite necessario voluto da
Dio: senza di lei non c'è salvezza per l'eternità.
Durante i primi dieci anni a Clairvaux, Bernardo visse nel ritiro della
vita monastica. Il suo influsso, però, attraverso le lettere che egli
scriveva, si andava allargando. Il suo prestigio spirituale cominciava a
prendere le redini della storia del XII secolo.
Nel 1128 partecipò, sebbene molto malato, al concilio di Troyes, e
presenziò all'approvazione dell'Ordine dei Cavalieri del Tempio. Ai suoi
occhi l'ideale di questo nuovo Ordine, che fondeva cavalleria e
monachesimo, appariva come il vertice della perfezione umana.

L'anno 1130 è una data chiave per la vita
di Bernardo: fino ad ora si è unicamente consacrato alla vita della sua
comunità e del suo Ordine, ora entra, in modo attivo e decisivo, nella
vita della Chiesa, aiutando a risolvere una situazione di crisi; alla
morte di papa Onorio II, furono eletti, da due fazioni avverse,
altrettanti papi: Innocenzo II e Anacleto II. Il primo fu costretto a
fuggire e si rifugiò in Francia, a Cluny. Il re francese Luigi VI, per un
pronunciamento sulla legittimità di elezione, convocò un Concilio ad
Etampes al quale fu invitato anche Bernardo. Si stabilì che il
pronunciamento di Bernardo dovesse essere accettato come espressione del
Concilio. Bernardo si pronunciò per Innocenzo II quale papa legittimo, il
quale così ottenne il riconoscimento dal re Luigi VI, da Enrico
d'Inghilterra, dall'imperatore di Germania, Lotario.
Bernardo era così divenuto guida ed arbitro, rispettato e temuto, degli
avvenimenti europei. Dal 1131 al 1133 seguì il papa Innocenzo
consigliandolo ed aiutandolo nella riconquista della sede papale a Roma.
Da quel momento, sempre più spesso la Chiesa lo chiamò per risolvere
difficili dispute di potere. Sicuramente grande era l'ascendenza di
Bernardo sui cavalieri del tempo, uomini forti, disposti ad ogni
avventura, sensibili però ai forti ideali dello spirito. Il fascino della
grande personalità di Bernardo fu motivo di numerose conversioni anche tra
i potenti. Al culmine del prestigio politico, dopo aver portato a termine
l'unificazione della Chiesa cattolica, egli si ritirò con gioia nella
solitudine di Clairvaux.
In una lettera del 1142, Bernardo
esprimeva il desiderio di lasciare Clairvaux solo per partecipare al
Capitolo Generale, una volta l'anno. Oramai le forze lo stavano
abbandonando. Nonostante questo suo desiderio, nel 1145 percorse la
Languedoc per porre termine agli errori degli eretici e nel 1147 il papa
Eugenio III, già abate cistercense delle Tre Fontane, lo incarica di
predicare la seconda crociata. Così Bernardo predicò in Francia e in
Germania raccogliendo un nuovo esercito destinato ad uno sfortunato
destino. Bernardo accettò la sconfitta cristiana in Terra Santa come una
prova di fede. Ancora una volta aveva sperimentato che le vie di Dio non
coincidono con quelle dell'uomo.
Gli ultimi anni di Bernardo, ormai malato, passarono in attesa della
morte. Nonostante ciò notizie di sempre nuove eresie lo chiamarono
all'opera fino alla vigilia della fine, sopraggiunta il 20 agosto 1153.
Senza di lui, il secolo XII sarebbe stato, forse, diverso: ha consigliato
papi, re, ed é stato una guida per gli uomini del suo tempo. Guglielmo di
Champeaux, nella biografia del Santo 'Vita Prima' scrive
che Bernardo «portò il XII secolo sulle sue spalle».
La storia ecclesiastica del secondo quarto del secolo XII (1123-1153) si
compendia nella persona carismatica di Bernardo «Non c'è, infatti,
avvenimento cui san Bernardo non sia stato interessato: Oriente ed
Occidente, Chiesa e società laica, clero secolare e regolare hanno subìto
l'impronta del suo genio: papi, vescovi, re, signori, contadini, operai
sono stati a diverso titolo, rimproverati, moderati, flagellati come anche
confortati, esortati, incoraggiati, infiammati da questo monaco ardente e
impetuoso, vero inviato di Dio per strappare gli uomini al peccato,
all'iniquità e al vizio, per attirarli, in seguito, verso le più alte
vette dell'ideale cristiano».
Bernardo è passato alla storia
soprattutto per l'apporto e l'influsso del suo pensiero, dell'esperienza
di mistico che permeò tutto il basso medioevo e riaffiorò, in esigenza di
autenticità e di esperienza del divino, alla metà del XV secolo nella
theologia cordis, nella devotio catholica: «L'influsso
religioso nei suoi tempi fu enorme; da lui dipesero tutti i mistici del
medioevo e a lui attinsero a piene mani: lo si leggeva, lo si studiava
quasi come sant'Agostino».
La comprensione di Bernardo è legata all'aspirazione, all'esperienza,
all'ideale della vita monastica come espressione più alta della vita
cristiana. Bernardo fu uomo di azione a causa delle circostanze e suo
malgrado: «Egli volle essere monaco, monaco anzitutto e sempre,non
aspirando che alla meditazione delle cose divine, alla pratica
dell'ascetismo che, mortificando la carne e lo spirito, permette di
raggiungere quel Gesù crocifisso che egli considerava compendio di tutta
la sua filosofia».
L'ideale monastico di Bernardo è intimamente collegato al chiostro
cistercense. Se il monachesimo è l'apice della perfezione cristiana,
l'aspirazione alla vita monastica è correlata direttamente al monastero
cistercense, agli ideali cistercensi, al movimento cistercense: «Extra
Cistercium nulla salus».
Il primo abate di Clairvaux ha dato
all'Ordine cistercense un respiro universale, permeandolo di profonda
sensibilità ecclesiale. Per inclinazione e intenzione egli fu sempre un
monaco; visse con forte intensità ecclesiale l'impegno dell'azione
sostenuto dalla ricchezza della contemplazione.
Nel 1830, Pio VIII lo insignisce del titolo di Dottore della Chiesa. La
santità di Bernardo e i suoi scritti, costituiscono l'eredità e il
patrimonio dell'Ordine cistercense che sopravvive a più di otto secoli di
storia. Il messaggio di San Bernardo agli uomini del nostro tempo,
affamati di felicità e amore é sicuramente in questo brano del trattato 'L'amore
di Dio': «Il cammino di questo pellegrinaggio terreno non si può
chiamare tale se la ricerca della felicità non esce dal meschino cantuccio
dell'egoismo, per immergersi nella volontà di Dio».