![]() |
|
|
HOME | CHI SIAMO | IL GRUPPO WEB | FINALITA' | LA LEGGENDA | ARTICOLI | CONTATTI | WEB LINK | AREA RISERVATA |
|
|
|
|
|
|
| MASSONERIA E COSE SEGRETE |
| PROVENIENZA |
| unavox |
| AUTORE |
| BELVECCHIO |
|
Quando si affronta la questione della
“massoneria”, in ambienti cattolici e non, si corre i rischio di essere
indicati come “agenti provocatori”, tranne che non si parli della
massoneria ripetendo, quasi pedissequamente, le cose che ormai ci si
tramanda da due secoli. In realtà, nonostante le apparenze, la questione
massonica è molto piú complessa di quanto sembrano credere in molti, che
sono convinti di poterla liquidare sulla base dell'equazione massoneria
= gnosticismo = lotta alla Chiesa. Ciò non toglie, però, che la questione
della massoneria è qualcosa di piú complicato, almeno in linea di
principio, poiché, per esempio, non si capisce quale rapporto ci possa
essere tra le moderne elucubrazioni massoniche e il fatto che si tratta
di un organismo che si definisce “libera muratoria” (massoneria è un
francesismo che sta per "muratoria "). Di un organismo cioè che, per
lungo tempo, è stato nient'altro che l'insieme dei "muratori" che
godevano di certe "franchigie" (da qui "liberi" o "franchi" muratori;
"libera" o "franca" muratoria), e che giravano per i vari paesi europei
soprattutto per costruire chiese ed edifici pubblici. Anche il piú
prevenuto si rende conto che in qualche angolo della questione ci dev'essere
qualcosa che non quadra. I "liberi muratori" sono stati per secoli al
servizio dei Papi e dei príncipi e non è mai accaduto che venissero
condannati dagli uni o dagli altri, anzi la loro "arte muratoria" (che
comprendeva dall'architettura alla raffigurazione sacra), veniva
richiesta ed apprezzata da tutti, senza che si possa dir nulla di
strano, ancora oggi, del colonnato di san Pietro, per esempio, o delle
vetrate di Notre-Dame. Tuttavia, sono proprio tutti questi
pronunciamenti che mettono in risalto un dato che, a nostro avviso, non
può essere trascurato se si vuole parlare seriamente della questione: la
prima condanna è del 1738, e guarda caso la "massoneria moderna" era
appena nata, nel 1717, in Inghilterra, ad opera di alcuni protestanti
che ruppero con l'antica organizzazione cattolica dei "liberi muratori":
come mai la Chiesa non ha sentito il bisogno di pronunciarsi contro
questi ultimi prima di allora? Come mai corre di pari passo la novità
dell'indifferentismo massonico e la speculazione illuminista? Che ne è
stato dei "liberi muratori" cattofici: fedeli al Re e alla Santa Chiesa?
Che ne è stato dei foro insegnamenti e delle loro pratiche fondate sulla
dottrina cristiana? Tuttavia, non bisogna dimenticare che quando si tratta dell'azione del
male, si sa bene che il primo rischio che si corre è quello di
sottovalutarne fa portata, fermandosi alle sue manifestazioni piú
eclatanti e tralasciando il suo sottile e impercettibile insinuarsi:
cosí che spesso accade che è lo stesso male a generare elementi
apparentemente gravi e immediati da combattere, tanto palesamente gravi
da richiedere il massimo impegno, col risultato che esso, il male, possa
continuare indisturbato a lavorare lí dove la sua azione risulterà
invece piú incisiva e irrimediabile. Prestare attenzione, quindi, ai
significati meno apparenti di certi fenomeni moderni non significa
perdere del tempo, ma implica la possibilità reale di poter combattere
meglio l'azione di sovversione messa in atto dal demonio, ivi compresi
quegli elementi che in un primo tempo sembrerebbero essere stati
trascurati. Oggi, per esempio, ci si preoccupa
tanto del sovvertimento della liturgia, e non ci si accorge che molte
delle diatribe si sono ridotte a mere speculazioni
storico-esegetico-intellettuali per il semplice fatto che non si ha piú
la minima idea del significato simbolico dell'iconostasi, per esempio, o
della mano destra benedicente, o delle tre dita benedicenti, o dei
colori rituali, o del triangolo raggiante con la punta in basso, o della
risonanza acustica dell'abside, o dell'unzione di determinate parti del
corpo, o dell'orientamento dell'altare e dell'orante, o della
"centralità" della croce, o della cadenza "cosmica" della Pasqua, o
della fiamma della candela, o del fumo dell'incenso, o dell'occhio della
cupola, o della vocalità del gregoriano, o della "non territorialità"
del battistero, o del "potere" del pastorale e delle chiavi, o della
forma della tiara e della mitra, o del numero dei Salmi e dei grani del
rosario, o della "ritmica" delle litanie, o della "renovatio"
del Giubileo, etc., etc., etc. Tutto si è ridotto a mera dialettica storico-documentaria, cosí che i
richiami dell'uno possono equivalere ai richiami dell'altro, mentre
continuiamo a perdere il senso profondo di tante cose importanti e
finiamo con l'accontentarci dei pochi resti di un mondo in cui un tempo
risuonava armoniosa la vibrazione divina e di cui oggi non abbiamo piú
che un vago e incompreso sentore.
|
|
|